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La Viola PDF Stampa E-mail

 

La viola è uno strumento appartenente alla famiglia degli archi ed alla sottofamiglia dei "violini" (non a quella delle "viole", come si potrebbe credere, che raggruppa solo strumenti desueti), si distingue dal violino per le dimensioni (è circa 1/7 più grande), per l'estensione e per il timbro.

Indice
1 Classificazione
2 Generalità
3 Storia
4 La viola come antenata del violino
5 Collegamenti esterni
 


 Classificazione 
Il timbro della viola è dolce e morbido, e si presta molto bene ad eseguire le voci interne dell'armonia. L'intonazione delle quattro corde della viola (partendo dalla più acuta) è la seguente:

1°corda: La
2°corda: Re
3°corda: Sol
4°corda: Do
Erroneamente si pensa che non sia uno strumento molto diffuso: motivo di ciò è il repertorio solistico piuttosto scarno rispetto alla mole di composizioni dedicate al più conosciuto Violino. In realtà l'uso della viola è necessario sia nella musica orchestrale che in quella cameristica, tanto quanto il Violino e il Violoncello, occupando nell'armonia classica a 4 voci lo spazio del Tenore. Tant'è che nel Quartetto d'archi il suo uso è imprescindibile. La ragione per un repertorio solistico così limitato è principalmente il rapporto tra sonorità e dimensioni dello strumento: per avere una Viola con una cubatura interna perfetta (per mantenere il rapporto tra la cassa armonica di ogni strumento e la sua estensione ci deve essere una determinata cubatura), la sua cassa armonica dovrebbe avere una lunghezza, detta Diapason, di almeno 48 cm. Considerando che il Violino ha un Diapason di 35 cm si può immaginare le difficoltà che si riscontrano per una persona di corporatura normale a suonare con uno strumento cosi grande. Questo ha fatto si che per poter suonare agevolmente la Viola i liutai ne hanno costruite delle piu svariate proporzioni che vanno dai 38 ai 46 cm di Diapason, penalizzandone spesso l'emissione e rendendone piu difficile e lenta la cavata del suono,cosicché fino alla prima metà del 1900 pochissime persone si sono dedicate ad uno studio virtuosistico dello strumento dissuadendo i compositori dallo scrivere concerti solistici dedicati. Solo l'avvento di strumentisti quali Lionel Tertis , William Primrose e Paul Hindemith (compositore di fama egli stesso), ha fatto si che l'attenzione dei compositori del '900 portasse ad una produzione solistica degna di questo magnifico strumento; esempio fulgido ne è il Concerto per Viola e orchestra di Bela Bartòk.


 Generalità 
Nonostante le difficoltà oggettive che si sono riscontrate nei secoli precedenti ad affermare una dignità solistica della Viola, i compositori, seppur non apprezzandone gli strumentisti, ne hanno sempre apprezzato il timbro e il suo movimento interno all'armonia, noto è ad esempio, il gusto che traeva J.S. Bach nel suonarla in orchestra nell' esecuzione delle sue composizioni. W.A. Mozart nell'eseguire la sua Sinfonia Concertante per Violino e Viola K 364, amava suonare la parte della Viola. Nella musica da camera ha sempre ricevuto un trattamento compositivo di preziosa importanza e gli esempi sono innumerevoli. Anche Antonio Bartolomeo Bruni contribuì, componendo il Metodo per viola, nonché gli innumerevoli componimenti per essa. Da citare il quartetto di Bedrich Smetana intitolato Aus meinem Leben o i Quintetti per archi di W.A. Mozart dove le viole in organico sono addirittura 2, o anche i Quintetti con Pianoforte di Brahms, Schumann e Dvorâk, pietre miliari della musica da camera, in cui alla viola è affidato ben più del semplice ripieno armonico, anzi le vengono attribuite numerose frasi tematiche di rara bellezza.

Per chi ama le colonne sonore di Ennio Morricone sarà facile il riscontro, dovuto alla sua sonorità struggente, del gran numero di pagine a lei dedicate in qualità di strumento solista (Romeo e Giulietta, Mosè, I Promessi sposi, Marco Polo et cetera)

Al giorno d'oggi la scuola violistica si è talmente evoluta (soprattutto all'estero) che i Violisti contemporanei di ottimo livello sono di numero sicuramente superiore a quello che è la necessità effettiva da parte dei teatri e delle orchestre (particolarmente in Italia, pagando lo scotto di tutti gli altri strumentisti per la mancanza di lavoro) e ciò è dovuto anche al fatto che va purtroppo scemando l'interesse verso questa altissima e piacevolissima espressione d'arte e cultura da parte delle persone e dei governi dei vari paesi.


 Storia 
La viola si può considerare come l'erede musicale della viella, uno strumento musicale usato dai trovieri del XII-XIII secolo nell'accompagnare le loro poesie. Dalla viella e dalla viola medioevale derivarono molti strumenti ad arco, che nelle loro successive evoluzioni portarono ai quattro strumenti della famiglia degli archi. Da una riduzione della viola, per esempio, deriva il violino moderno (il nome ne porta ancora il diminutivo); dal "basso di viola di braccio" derivò il violoncello.


 La viola come antenata del violino 
Si pensa che la viola sia un'antenata del violino per vari motivi. Innanzitutto "viol-" è usato come prefisso per i nomi di almeno altri due strumenti ad arco tra cui il violino, che quindi sarebbe una viola più piccola, ma questa teoria non è stata ancora provata. In secondo luogo viene messa in dubbio l'esistenza del violino nel 1500 perché la richiesta di viole era elevata, ma ciò era dovuto al fatto che la musica di quel tempo utilizzava gli strumenti per accompagnare la voce umana e la viola aveva un'estensione adatta per questo scopo. Infine può sembrare strano che ci siano pervenute molte più viole del 1500 che non violini o violoncelli e ciò porterebbe di nuovo alla conclusione che la viola sia l'antenata di entrambi gli strumenti. In realtà ciò potrebbe essere possibile perché le viole, non essendo particolarmente usate, hanno resistito meglio all'usura.

 
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